MIUR – Direzione Generale degli Ordinamenti Scolastici

Università degli Studi di Siena

Centro Antropologia del Mondo Antico

 

L’ANTICO FA TESTO

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 progetto didattico per la valorizzazione del mondo antico e degli spazi museali

attraverso forme di drammaturgia contemporanea

a cura di

 Francesco Puccio

 

Premesse

 Il progetto didattico teatrale “L’antico fa testo”, che si avvale della consulenza scientifica e didattica della professoressa Donatella Puliga, docente del Centro Interdipartimentale di Studi Antropologici sul Mondo Antico dell’Università di Siena e della direzione artistica di Francesco Puccio, regista teatrale e dottore di ricerca presso il Centro AMA, prevede l’allestimento di articolati laboratori finalizzati alla creazione di drammaturgie originali. Esso costituisce uno strumento didattico all’interno del percorso di studi universitario e/o scolastico e un’occasione nuova di dialogo con i classici, al di là dei libri e delle aule. L’esperienza svolta è nata da una riflessione di metodo duplice: sull’antropologia del mondo antico da un lato e sull’antropologia teatrale dall’altro.

L’attività è iniziata nel 2011 e ha visto coinvolti numerosi studenti e dottorandi della Facoltà di Lettere e del Centro di Antropologia del Mondo Antico dell’Università di Siena e gli studenti di alcuni istituti superiori del territorio nazionale.

Ci si propone di intervenire artisticamente per dare risposta alle domande che implicitamente il mondo scolastico esprime, promuovendo e valorizzando, attraverso la cultura e l’arte teatrali, il mondo antico, e di trasmettere il piacere della riscoperta dei classici mediante nuove forme di comunicazione, tra le quali la commistione dei linguaggi della parola e del corpo con la possibilità di allestimenti in luoghi d’arte.

L’atto teatrale deve porre gli spettatori nella condizione di produrre un’energia simile a quella che gli attori e il complesso delle funzioni sceniche mettono in gioco nella rappresentazione, per produrre quel fatto “magico” che è la comunicazione teatrale e costruire un unicum tra Luogo, Spettatori e Attori, coinvolgendo, in una comunicazione che va al di là dei canali ordinari, la persona nella sua totalità.

Nin Scolari

Finalità

 

  • Il progetto intende costituire uno strumento didattico efficace ed innovativo all’interno del percorso tradizionale di studi universitario e di quello delle scuole superiori.
  • Si vuole illustrare e mettere in atto la possibilità di drammatizzazione di testi greci e latini anche non esplicitamente nati con finalità teatrali o genericamente drammaturgiche. Il progetto inoltre può essere realizzato anche negli Istituti d’arte o nei Licei con indirizzo linguistico e psico-pedagogico, modulando la prima parte dell’attività (relativa alla traduzione) sulle specificità del corso di studi dell’Istituto aderente al progetto.
  • L’attività di laboratorio consiste in un lavoro di traduzione e di rielaborazione di uno o più testi (o di opere d’arte nel caso dei licei artistici), con l’obiettivo di produrre una drammaturgia finale caratterizzata da varie soluzioni traduttive e adeguata agli obiettivi drammaturgici proposti. Si parla però di traduzione non solo di testi, ma anche di culture, e di riscritture: nel corso dell’attività di laboratorio si prenderanno in esame gli aspetti essenziali della ricezione di quel testo, sia nelle culture precedenti sia in quella contemporanea.
  • Il prodotto finale potrà dunque essere un testo drammaturgico assolutamente nuovo rispetto all’originale, la cui analisi e traduzione hanno però consentito un approccio diretto con la cultura di riferimento o con le altre culture scelte come riferimento storico e sociale.
  • Nell’attività di laboratorio saranno tenuti presenti anche altri ambiti di diffusione, divulgazione e ricezione dell’antico nel mondo contemporaneo: cinema, fumetti, musica, televisione, comunicazione pubblicitaria.
  • Il progetto, inoltre, attraverso la realizzazione di spettacoli in luoghi non convenzionalmente nati con questa finalità, intende valorizzare spazi museali, aree archeologiche, ma anche aree dismesse, architetture industriali abbandonate, puntando sull’uso del “classico” e dell’arte teatrale come strumenti di lettura del mondo moderno e come occasione di trasmissione alle nuove generazione di valori universali.
  • Il progetto, infine, si propone, attraverso l’attivazione di uno spazio web per la diffusione e la condivisione dei materiali impiegati nei vari laboratori, di creare una sorta di piattaforma digitale tra le varie scuole, immaginando creazione di rassegne teatrali con scambi delle esperienze maturate e degli spettacoli svolti.

 Descrizione

  • Il progetto si articola in quattro fasi distinte:
  1. L’ANTICO FA TRADUZIONE: realizzazione di un laboratorio didattico di traduzione dal greco e/o dal latino riservato agli studenti, coordinati dai docenti interessati alla realizzazione del progetto. Come nasce una traduzione, in cosa consiste la decodificazione di un registro linguistico diverso dall’italiano, cosa vuol dire tradurre: questi alcuni degli aspetti che verranno affrontati nel corso del laboratorio.
  1. L’ANTICO FA SCRITTURA:rielaborazione in chiave teatrale dei testi prodotti in fase di traduzione, coordinata dai docenti partecipanti e da un esperto di teatro. Sulla base delle traduzioni realizzate, i partecipanti al corso avranno la possibilità, da traduttori, di diventare autori e di confrontarsi con la complessa operazione dello scrivere per il teatro. Si potranno così creare delle vere e proprie strutture drammaturgiche autonome diverse e, tuttavia, coerenti con il testo di partenza. 
  1. L’ANTICO FA TEATRO: messa in scena della drammaturgia realizzata, affidata all’esperto teatrale. Gli autori, infine, potranno diventare anche attori, con l’allestimento di uno spettacolo vero e proprio che affronti le complesse dinamiche di una messa in scena in chiave contemporanea e del rapporto tra la parola e il corpo, secondo i principi del teatro di ricerca contemporaneo di matrice antropologica. 
  1. L’ANTICO FA MONUMENTO: allestimento dello spettacolo prodotto in uno spazio d’arte o in un’area archeologica e/o museale. L’obiettivo è quello di effettuare una ricerca costante sullo spazio e di creare un dialogo nuovo tra gli studenti e il patrimonio artistico nazionale, da non considerare più solo come un bene museale statico, ma come una risorsa culturale sempre dinamica.

 

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