Regia e drammaturgia: Francesco Puccio
Data della prima rappresentazione: 21 aprile 2016, ore 16.30
Luogo della prima rappresentazione:Cappella del complesso universitario San Niccolò
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Ad ogni uomo il suo destino. Quello di Virgilio è stato celebrare la gloria di Roma nei suoi versi. Ma perché proprio lui, il cantore delle piccole cose di un mondo rurale che andava scomparendo?

«È nelle piccole cose che si nascondono i grandi uomini» gli risponde, in una mite serata di settembre, Mecenate nel tentativo di convincerlo a intraprendere l’impresa che lo impegnerà fino alla morte. Virgilio non ha scelta, non gli è concesso un rifiuto: è lo stesso Augusto, infatti, a volere che i suoi versi celebrino la gloria di Roma e la forza del suo pacificatore. Il princeps, ormai provato dagli anni e dalle guerre, spera di trovare nell’Eneide il significato più profondo delle sue vittorie ora che incombe su di lui la morte e con essa il giudizio severo dei posteri.

La stesura dell’Eneide assorbirà ogni energia di Virgilio, che sotto lo sguardo di Plozio Tucca (è a lui che gli antichi attribuiscono la pubblicazione del poema, dal momento che l’autore avrebbe voluto distruggerlo) reinventa un genere letterario, arricchendo i versi con l’unico artificio retorico che non è possibile insegnare: la vita. E così Virgilio diventa Enea, mentre il poeta rivela tutta la propria umanità: nell’abbandono di Didone, dietro il volere insindacabile degli dei, si nasconde infatti il ricordo di un amore impossibile che potrà continuare ad esistere, sfuggendo all’oblio dei secoli, soltanto nella poesia.

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