Scheda tecnica e artistica

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio

Data della prima rappresentazione: 4 aprile 2015

Luogo della prima rappresentazione: Marte/ Mediateca Arte Eventi, Cava de’ Tirreni

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Descrizione e ragioni del progetto teatrale

Cieli di guerra1941. Chagall è appena sbarcato a New-York per sfuggire alle atrocità dell’Europa. Ha accompagnato la famiglia a casa, quando alla stazione della metropolitana di Times Square è incalzato dalla Guerra e fugge, vaga per una settimana senza tornare a casa. I due, artista e Guerra, si rincontrano alla stessa fermata esattamente sette giorni dopo, segue il racconto di Marc: egli ha cercato nei cieli americani il grigio-neve della nativa Vitebsk e l’azzurro delle estati francesi attraverso i piccoli affacci che i grattacieli concedono, ha respirato il nero dei treni e delle prime automobili, ha ascoltato il jazz e una sera si è perfino sbronzato. Solo alla fine chiede notizie dell’Europa, ascolta dei bollettini. Per natura la Guerra è spietata, ma ha fretta dal momento che attende una conclusione: «Che cielo avrai mai trovato, Chagall, nella tua ricerca?» Blu-notte d’America, ma anche altrove ormai sarebbe stato lo stesso. Il circo bluPochi giorni dopo, alla stessa stazione, Chagall passeggia insieme alla moglie Bella, fino ad allora mai uscita di casa ed ancorata al primo ricordo notturno di New York. I due si imbattono in saltimbanchi che per pochi spiccioli si esibiscono davanti a gente sempre di corsa. Marc sembra quasi prendersela per quei viandanti così indaffarati: un acrobata, un musicista e una ballerina si contrappongono ai frenetici finanzieri di Wall Street. Tornano alla mente i paesaggi francesi e le figure immortalate nelle tele dell’artista. La favola. “Un immigrato familiarizza con la lingua del paese di adozione facendosi leggere e rileggere dalla moglie le favole di La Fontaine”; è il ricordo di sua moglie Bella che nella campagna francese, sotto un cielo azzurro, gli leggeva le favole di La Fontaine. Ma ora è lui al suo capezzale e vorrebbe leggerle qualcosa di simile. Nella sua mente si affollano i ricordi domestici: prendono vita la taciturna figura paterna, la laboriosa madre, la gente di Vitebsk. È un attimo, la guerra e la malattia di Bella non concedono tregua al dolore. Don Chisciotte e gli assentiBella è ormai scomparsa, Chagall non riesce a togliersi di dosso l’odore della morte, non comprende il senso della sua quasi centenaria vita. Ripensa all’arte, nella sua ultima creazione accoglie epifanicamente l’esperienza di Don Chisciotte. I brani di Cervantes intervallano l’azione scenica, sovrapponendo le due figure fino a fonderle. Dalla sua finestra in riva al mare francese rievoca il circo blu, lo stesso che vide a New York al fianco di Bella; a lei e alla sua assenza, infine, le parole di congedo.

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