Scheda tecnica e artistica: Laboratorio universitario 

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio

Data della prima rappresentazione: 4 marzo 2015

Luogo della prima rappresentazione: Pinacoteca Nazionale di Siena

Locandina Puccio e L'ultima notte (1)

 

Descrizione e ragioni del progetto teatrale

“Passami quella candela, Lucio. La luce del giorno inizia a farsi avara e la mia vista non è più quella di un tempo.” Nel buio della gelida notte di Tomi, ai confini del mondo conosciuto, una debole fiammella rischiara l’intimità domestica dell’esiliato Publio Ovidio Nasone. Gli amori di un tempo, i fasti della mondanità e la Roma di Augusto sono lontani; unica difesa contro l’oblio dei secoli: il racconto. L’ultima notte del poeta si inoltra, dunque, nel tortuoso labirinto della memoria, nell’estremo tentativo di ricucire il filo d’Arianna strappato da un tragico evento: la distruzione dei rotoli contenenti il testo delle Metamorfosi. Rimettere ogni tassello al proprio posto è impresa ardua dal momento che le parole mutano, sfuggono al controllo e alla vista, sfilano via e si perdono nel labirinto della nostra mente, scompaiono in dissolvenza come sciami di meteore.

All’ombra della fioca luce della candela accesa da Lucio, servo fedele che ha volontariamente accompagnato il padrone nelle avversità dell’esilio, rivivono, allora, le frenetiche fughe di Dafne incalzata da Apollo, il volo di Alcione su un mare che le ha sottratto l’amore, le ansie e le attese vane di Filemone e sua moglie Bauci, gli abbandoni di Ariannia ed Euridice lungo i litorali del mito.

“Le storie non sono solo di chi le racconta ma anche di chi le ascolta”, è la concessione, il testamento di Ovidio alla vita – quella degli altri -, mentre la sua, seppur straordinaria ma mortale, si appresta all’estremo congedo nel deserto delle parole dette e taciute.

 

 

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