Scheda tecnica e artistica

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio
Data della prima rappresentazione: 18 maggio 2013
Luogo della prima rappresentazione: Pinacoteca Nazionale di Siena

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Descrizione e ragioni del progetto teatrale

Variazioni su uno dei miti più celebri del mondo antico: il cantore della Tracia riesce ad ammaliare perfino gli dèi dell’Ade con la sua musica, ottenendo così di riportare in vita Euridice, la sua sposa, morta a causa del morso di un serpente mentre fuggiva le bramosie del violento pastore Euristeo. Unica condizione, Orfeo non dovrà mai voltarsi a guardare Euridice durante la risalita, insieme, dagli Inferi: pena la condanna della donna a tornare per sempre nell’Ade.
Le versioni cristallizzate del mito di Orfeo, tramandate dalle opere di Ovidio e Virgilio, si inseguono intrecciandosi in una drammaturgia che valica le epoche storiche, fondendo parola e musica, attraverso le riletture moderne di Rilke (Sonetti orfici), Pavese (L’inconsolabile dei Dialoghi con Leucò), Bufalino (Il ritorno di Euridice nel L’uomo invaso), Magris (Lei dunque capirà), Vecchioni (Euridice).
Sia che Orfeo si volti volontariamente sia che Euridice decida spontaneamente di far ritorno nell’Ade, il viaggio mostra come ogni epoca possa perdersi nelle pieghe di un mito antico senza mai toccarne il fondo. I miti non invecchiano, non si esauriscono col passare del tempo; ognuno di noi si volta verso qualcosa di diverso: decisioni mai prese, ripensamenti, il passato che vogliamo o forse non vorremmo mai lasciarci alle spalle.

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