Scheda tecnica e artistica

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio
Data della prima rappresentazione: 18 gennaio 2014
Luogo della prima rappresentazione: Pinacoteca Nazionale di Siena

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Descrizione e ragioni del progetto teatrale

Partendo dal testo dello storico di Alicarnasso, il laboratorio porta sulla scena i lati oscuri del potere e della sessualità, spesso usata come suo attraente strumento.
Fulcro della rappresentazione è la nota novella di Gige e Candaule: questi, re dei Lidi, orgoglioso della bellezza di sua moglie ma non sazio di averla soltanto per sé, intima al suo ufficiale, Gige, di ammirarne segretamente le fattezze. Il loro piano è troppo fragile, il velo dell’inganno si squarcia: la regina, accortasi dell’ultima occhiata furtiva di Gige diventerà arbitro delle sorti del regno. Attorno alla novella prendono vita altri personaggi del racconto dello storico di Alicarnasso: la fatale scomposizione dell’oracolo dato a Creso, l’ambigua fortuna di Policrate, re di Samo, e del suo anello, simbolo del potere regale e della circolarità del destino; la subdola privazione subita da Ageto, nobile spartano privato della propria moglie da Aristone, duo sovrano, sotto inganno.
Straripante e straniante, la modernità, attraverso la scoperta della sessualità in Pavese (La bella estate), la fragilità del sogno e della realtà che pur ne dovrebbe costituire il solido sostrato in Pessoa (il Marinaio), la battaglia di Ulisse per e contro Penelope in Malerba (Itaca per sempre), segmenta il fluire del racconto fino a fondersi con esso nella tragica figura di Salomè (O. Wilde), eroina antica e moderna, vittima del suo stesso seducente potere.

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