Scheda tecnica e artistica

Regia e drammaturgia: Francesco Puccio

Data della prima rappresentazione: 15 dicembre 2011

Luogo della prima rappresentazione: Pinacoteca Nazionale di Siena

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Descrizione e ragioni del progetto teatrale

Babel è il risultato di un confronto intenso fra persone, ambiti ed epoche fra loro differenti, un percorso teatrale assai significativo in cui si cerca di mostrare che è possibile parlare un’infinità di lingue diverse ma dicendo, in fondo, le stesse parole. Nel libro della Genesi si narra che, in origine, gli uomini, che parlavano un’unica lingua, si riunirono dall’oriente nella piana di Sennar e decisero di costruire una torre che toccasse il cielo; ma il Signore, punendoli per la loro tracotanza, confuse e distinse le loro lingue, disperdendoli, ed essi non si capirono più fra loro. Da tale caos linguistico emerge doppia ed ambigua (unico tra i mortali ad aver sperimentato entrambi i sessi) la figura di Tiresia, guida dagli indecifrabili oracoli, fatalmente  impressi sulle foglie dei boschi in cui si compiono i drammi di Atteone, cacciatore divorato dai suoi stessi cani per aver scorto le fattezze divine di Artemide, e di Aretusa, vergine a lungo inseguita da Alfeo, divinità fluviale. Il mare, da sempre crocevia di popoli e lingue, rifugge ogni tentativo di ordine e forma: ne fanno tragicamente le spese i giovani innamorati Ero e Leandro, travolti, metaforicamente la prima, realmente il secondo, dai flutti tempestosi dell’Ellesponto, e lo stesso Tiresia, annegato nell’evanescente ricordo del Vecchio Marinaio protagonista della celebre Ballata di S. T. Coleridge. Salvata dai flutti, chiave del labirinto, Arianna piange il proprio abbandono nel silenzio della parola negata, inevitabile assenza che precede la rinascita dell’ordine attraverso l’arte, cesellata nei versi della Terra Desolata di T. S. Elliot.

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